mercoledì 9 marzo 2016

Mappe

Io e le mappe. Un rapporto di odio. Loro mi odiano, non si fanno capire. Io le apprezzerei anche, mi incuriosiscono, ma in fondo le guardo sempre con un po' di diffidenza, soprattutto se sono di quelle pieghevoli, sì quelle degli uffici del turismo, perché poi io, com'erano prima, non le piego mai.
C'è sempre qualcosa che va fuori posto e il bel libretto con la copertina diventa un malloppo informe che puntualmente si strappa.
Niente, io con certe cose non vado d'accordo.

Ma non sono queste le mappe di cui io voglio parlare, bensì di un libro già famoso, Mappe, appunto, un libro che avevo già adocchiato con curiosità tra gli scaffali di alcune librerie. Questa settimana, durante il solito giro in biblioteca, l'abbiamo trovato esposto tra i libri consigliati e l'abbiamo portato a casa con la stessa soddisfazione con cui si trova un tesoro (suppongo, comunque, che lo acquisterò, un libro simile vale molto di più di quello che costa. Il prezzo è di 18,70 € circa)

Sarebbe, in realtà, un libro per bambini, ma è molto piacevole anche per gli adulti.

Edito nel 2013 da Electa Kids, scritto e disegnato dai coniugi  Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinski , Mappe è un libro di grande formato (36x27 cm), così sottotitolato "Un atlante per viaggiare tra tere, mari e culture del mondo". Non si tratta di un atlante comune, di quelli che si usano come testi scolastici, per intenderci. È un vero e proprio libro d'arte, che  contiene 51 mappe disegnate, che illustrano 42 paesi e 6 continenti.
 
I disegni sono meravigliosi, ma quello che colpisce è il gusto per il dettaglio. Su ogni mappa troviamo infatti i personaggi più illustri di un determinato paese, i monumenti maggiormente rappresentativi, i prodotti tipici, i riferimenti alla cultura, all'arte, perfino agli abiti tradizionali, fino ad arrivare ai pesci che popolano i mari. Sono disegni che attraggono molto grandi e bambini (il cinquenne di casa approva), e soprattutto solleticano la curiosità. E' bello perdersi tra le pagine e le mille domande, che cosa  è questo, questo "palazzo" che cos'è, ma davvero esiste il pesce ghiaccio con il sangue trasparente, al Polo sud non abita nessuno?

Ricapitolando, eccoi dati del libro:

Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinski, Mappe, Electa, Milano 2013, pp. 110.

Buona lettura. E buon divertimento :-)

lunedì 7 marzo 2016

Aiuto, dottore, ho la proustatite



Non è un blog di medicina e io non sono un uomo, quindi è impossibile che io soffra di prostatite e  ne parli per giunta in un blog che dovrebbe essere di libri e cioccolata e a volte parla di tutt'altro ma vabbe'...

Il fatto, però, è che io ho scritto proUstatite, e non prostatite... Lo zampino della letteratura qui c'è. Eccome.

La casa editrice indipendente Italosvevo (non c'è il sito, quindi vi linko l'articolo del Libraio) ha dato alle stampe il Piccolo dizionario delle malattie lettararie di Marco Rossari, un libretto curioso, un "catalogo dei malanni tipici delle lettere".

Perché la letteratura è come una malattia, ma al contrario. Quando prendi l'influenza,  pigli una tachipirina, o un antibiotico e sbuffi impaziente nell'attesa che i virus facciano ciao ciao (mio figlio li descrive come mostrini verdi con le antenne, da sterminare senza pietà); quando ti ammali di letteratura, i virus te li vai a cercare e te li senti tutti, i sintomi, con quel fare compiaciuto e un po' snob del "chissà chi mi capisce veramente, sono molto malato, ma è così bello esserlo".

Ecco un dizionario che fa al caso di noi malati letterari. Che dice Rossari del metodo Proust? "Prezioso rimedio contro l‘Alzheimer con agevole bugiardino in sei volumi". Proustatite? "Infiammazione della Madeleine".

Comodino? Nevrosi dell'accumulo ( ne avevo parlato anche io...)

Oppure il colophon, "la cartella diagnostica" (ehm,  considerazione da prof.  Provate a dire "colophon" a una classe di studenti, che solitamente non hanno idea di cosa sia e al massimo lo associano al colon retto. Dite "colophon" così, buttando lì la parola mentre spiegate. Assistete alla reazione)

Scorrendo il manualetto, ecco che ritrovo una delle malattie più comuni di questi tempi, che ogni tanto mi contagiano, poi se ne vanno, insomma, una sorta di febbre malarica: L’avanguardia: "morbo novecentesco che ha diseducato i pazienti allo stile e alla preparazione". Es.: è avanguardistico? No, è che non sa scrivere....

Io direi che un libretto così, le cui pagine vanno ancora tagliate  (chissà perché un libro così mi sembra l'oggetto giusto da regalare a un amico di blog, l'autore di Bassa Velocità) dovrebbe essere una autentica chicca da custodire nella nostra libreria e, all'occorrenza, potrebbe anche trasformarsi in un comfort book - con effetto risata immediato.

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