lunedì 7 marzo 2016

Aiuto, dottore, ho la proustatite



Non è un blog di medicina e io non sono un uomo, quindi è impossibile che io soffra di prostatite e  ne parli per giunta in un blog che dovrebbe essere di libri e cioccolata e a volte parla di tutt'altro ma vabbe'...

Il fatto, però, è che io ho scritto proUstatite, e non prostatite... Lo zampino della letteratura qui c'è. Eccome.

La casa editrice indipendente Italosvevo (non c'è il sito, quindi vi linko l'articolo del Libraio) ha dato alle stampe il Piccolo dizionario delle malattie lettararie di Marco Rossari, un libretto curioso, un "catalogo dei malanni tipici delle lettere".

Perché la letteratura è come una malattia, ma al contrario. Quando prendi l'influenza,  pigli una tachipirina, o un antibiotico e sbuffi impaziente nell'attesa che i virus facciano ciao ciao (mio figlio li descrive come mostrini verdi con le antenne, da sterminare senza pietà); quando ti ammali di letteratura, i virus te li vai a cercare e te li senti tutti, i sintomi, con quel fare compiaciuto e un po' snob del "chissà chi mi capisce veramente, sono molto malato, ma è così bello esserlo".

Ecco un dizionario che fa al caso di noi malati letterari. Che dice Rossari del metodo Proust? "Prezioso rimedio contro l‘Alzheimer con agevole bugiardino in sei volumi". Proustatite? "Infiammazione della Madeleine".

Comodino? Nevrosi dell'accumulo ( ne avevo parlato anche io...)

Oppure il colophon, "la cartella diagnostica" (ehm,  considerazione da prof.  Provate a dire "colophon" a una classe di studenti, che solitamente non hanno idea di cosa sia e al massimo lo associano al colon retto. Dite "colophon" così, buttando lì la parola mentre spiegate. Assistete alla reazione)

Scorrendo il manualetto, ecco che ritrovo una delle malattie più comuni di questi tempi, che ogni tanto mi contagiano, poi se ne vanno, insomma, una sorta di febbre malarica: L’avanguardia: "morbo novecentesco che ha diseducato i pazienti allo stile e alla preparazione". Es.: è avanguardistico? No, è che non sa scrivere....

Io direi che un libretto così, le cui pagine vanno ancora tagliate  (chissà perché un libro così mi sembra l'oggetto giusto da regalare a un amico di blog, l'autore di Bassa Velocità) dovrebbe essere una autentica chicca da custodire nella nostra libreria e, all'occorrenza, potrebbe anche trasformarsi in un comfort book - con effetto risata immediato.

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