venerdì 4 agosto 2017

L'angolo di Don Camillo: il sole di agosto e il bagno nel Po


Quello di oggi non sarà un appuntamento dedicato alle pagine per me più intense del Mondo Piccolo, quanto un benvenuto al mese di agosto con le parole di Gureschi.
Vi ricordate la scena del film in cui Don Camillo, accaldato, va a fare il bagno nel Po e qualcuno gli ruba i vestiti?

Ecco come la scena viene introdotta nel libro.

Fra l'una e le tre dei pomeriggi di agosto, il caldo, nei paesi affogati dentro la melica e la canapa, è una roba che si vede e si tocca. Quasi uno avesse davanti alla faccia, a una spanna dal naso, un gran velo ondeggiante di vetro bollente.
Passi un ponte e guardi giù, dentro il canale, e il fondo è secco e tutto screpolato, e qua e là si vede un pesce morto. [...] Sulla provinciale naviga lentamente qualche biroccio a ruota alta pieno di sabbia, e il carrettiere dorme bocconi in cima al carico, con la pancia al fresco e la schiena rovente, o, seduto sulla stanga, pesca con una piccola roncola dentro una mezza anguria che tiene in grembo come una catinella.
[...] Don Camillo cammnava verso l'argine grande, con un grande fazzoletto bianco tra il cranio e il cappello, ed era l'una e mezzo di un pomeriggio di agosto, e a guardarlo così solo in mezzo alla strada bianca, sotto il sole, non si poteva immaginare niente di più nero e di più prete. 

"Se in questo momento c'è nel raggio di venti chilometri un solo che non dorma, mi lascio tagliare la testa" disse tra sé don Camillo,
Poi scavalcò l'argine e andò a sedersi all'ombra, sotto una macchia di gaggìa e, tra i buchi del fogliame, si vedeva lucciare l'acqua. Si spogliò ripiegando accuratamente gl indument e facendone un involto che nascose tra il frascame e un alberello e, quando si trovò in mutande, andò a buttarsi nell'acqua. 
Era tranquillissimo: non l'avrebbe visto nessuno perché, oltre all'ora morta, aveva scelto il posto più giù di mano. A ogni modo fu discreto e, dopo mezz'ora, si tolse dall'acqua, si infilò sotto le gaggìe, arrivò all'alberello, ma i vestiti non c'erano più. 
Allora don Camillo si sentì mancare il respiro. 


(G. Guareschi, Don Camillo, BUR, Milano 2014 30, p. 155)


Auguro a tutti voi buone vacanze! Ci ritroviamo tra circa due settimane!

mercoledì 2 agosto 2017

Keep calm.. Life begins at 40!




Sono arrivati ieri i 40 anni
Mi guardo e mi chiedo: "Ma davvero ho 40 anni?", voglio dire, proprio proprio io, io che mi sento eternamente sospesa tra le poesie e i sogni?

Ieri la mia amica, detta Teacher (collega di inglese, si porterà questo soprannome per l'eternità) mi ha scritto"benvenuta nel meraviglioso club delle quarantenni". Un club in cui rovesci tutti gli stereotipi dei 18/20, quando le quarantenni le vedevi come vecchie carampane. Poi dai 20 ai 40 il tempo è volato così velocemente che il concetto di vecchia carampana si è semplicemente spostato ad indicare donne di età compresa tra i 110 e i 115. Ma neanche, poi.

Perché, diciamolo chiaramente, io che a 20 anni pensavo che una donna, a 40 anni, fosse una pacata signora, mi ritrovo a ballare e a cantare a squarciagola  nel salotto di casa, mentre mio figlio giura al vicinato che non mi conosce.

Io che pensavo che a 40 ci si vestisse da sciura, whatsappo con le amiche a tarda sera, impazzite perché su Zalando hanno appena scontato le scarpe dei sogni al 50%. E vai di foto e screenshot "ma tu prendi nero con tacco a stiletto o marrone in camoscio?" (E marito che resta perplesso, non per la chat, ma perché per lui tutte le scarpe sono più o meno uguali e Zalando è l'ultimo sito che gli viene in mente di guardare a qualsiasi ora del giorno).

Io che pensavo che a 40 fosse il tempo delle creme viso rimpolpanti,  della serie "devo risollevare un'impalcatura che sta inesorabilmente cedendo", ho fregato tutti perché queste creme le uso da circa 10 anni e quindi l'impalcatura per ora regge senza troppi danni strutturali. Mi chiedo se però il tracollo avverà tutto in un momento o sarà lento e mi darà il tempo di abituarmi (Un attimo che, per scaramanzia, metto il siero alla vitamina C di Diego dalla Palma e poi torno a scrivere).


Io che a 20 anni sentivo il peso del mondo sulle mie spalle, a 40, con molte più responsabilità, mi sento al contempo più leggera, perché sto vivendo la vita che voglio. Ho imparato che le responsabilità non sono catene, ma sono il sale della vita e gli impegni, quelli per sempre, non sono zavorre, ma scelte da rinnovare ogni giorno.  Possibilmente con il sorriso, perché di musi lunghi ce ne sono già fin troppi.


Ho imparato che si può passare dal superficiale  al profondo senza vergognarsi di uno o dell'altro, e che si può parlare un attimo prima della scarpa tacco 12 e un attimo dopo dello Zibaldone di Leopardi, ed essere stessi. Anzi, si può leggere lo Zibaldone con indosso la scarpa tacco 12 di Michael Kors.

"Mi pento di tutte le diete", scriveva Isabel Allende in Afrodita e posso dire che ho imparato che mangiare è davvero uno di quei piaceri che a 20 talvolta ci si concede meno, perché a quell'età la cellulite è una colpa da espiare. Tanto, oh, la cellulite viene a tutti, quindi goditi il tortino al cioccolato o la pasta al forno.


Quindi... Keep calm. Life begins at 40!

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