Siamo quasi alla fine di questo 2024. Tempo di bilanci per qualcuno, di progetti, di nuovi inizi. Per molti l'anno nuovo inizia a settembre, mentre il primo gennaio è solo una questione di calendario nuovo. Per qualcun altro, il primo gennaio è la prima pagina di un nuovo anno da scrivere.
Io mi colloco tra coloro che augurano buon anno a settembre, ma le vacanze di Natale, da qualche anno a questa parte, mi inducono a una pausa di riflessione generale.
Sarà che, per me, questo periodo ha più il sapore di un anniversario di tempi difficili e, se mi volto indietro, ogni volta mi trovo a pensare: "Ce l'ho fatta". Il tempo lenisce e cura, ma non cancella e forse è un bene che sia così, perché la consapevolezza è grazia, nonostante tutto.
È un tempo che mette in pausa il prima e il dopo, un ponte tra dicembre e gennaio, tra le luci e il gelo che precede la primavera.
Una pausa, proprio come questa poesia di Giorgio Caproni (1912-1990), tratta da Ballo a Fontanigorda (1938)
PAUSA
Mentre la piana cede
al sonno, e sogna
stelle, velocemente
cedono anche i pensieri
degli uomini: e come uccelli
subito colti stanchi
sull'acque dove s'acceca
un barlume, s'annidan quieti
ai consueti asili
d'ombra.
E quanto mai
dolce è per un istante
indugiare allora sul tempo
andato - sul giorno,
in così varie e tante
guerre, vinto ormai.
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