In questi giorni di vacanza, ormai agli sgoccioli ahimé, sono arrivata a leggere 3 libri contemporaneamente. Uno di giorno (sto rileggendo la saga di Harry Potter ), uno la sera quando sono ancora tutti svegli e la luce non dà fastidio (attualmente, di Janet Skeslien Charles, Le bibliotecarie di Notre-Dame ) e uno di notte, su kindle, per non disturbare. Mio figlio, quando vede che in valigia metto tutti i miei "mattoni" mi chiede sempre perplesso: "Ma come fai a leggerli tutti?". La domanda giusta, invece, è: "come puoi non leggerli tutti?". Per me leggere è un'esigenza. Non riesco a dormire se prima non ho letto qualcosa. Quando, con 40 gradi, è impossibile uscire, mi rifugio nella lettura, molto più rilassante dello scrolling compulsivo. Adesso, come lettura nottura, mi sono data a Jane Austen. Ho finito da poco Ragione e sentimento (carino... Sì, lo so che per qualcuno è straordinario, per me è carino ) e ho attaccato con Emma , e... Posso dir...
Uno dei fili conduttori della saga di Harry Potter è la scelta. Essendo dotati di libero arbitrio, ciascuno di noi può sempre scegliere da che parte stare, se dalla parte del bene o da quella del male. Stare dalla parte del male a volte può essere la soluzione più comoda, perché significa anche non agire, restare in silenzio, voltarsi dall'altra parte. Io non ho fatto niente. Io ho obbedito agli ordini. Io ho creduto a quello che mi dicevano. Io non volevo, ma ho dovuto. Quante volte scarichiamo la coscienza addebitando agli altri il peso delle scelte sbagliate. Alla fine del primo libro della saga, Harry ha capito che Piton vuole rubare la pietra filosofale per far tornare Voldemort. Decide quindi di affrontare il pericolo di recuperarla, anche se ciò poterebbe costare innumerevoli punti alla casa di Grifondoro, oltre che a esporlo al pericolo dell'espulsione, come gli ricorda una esasperata Hermione. Cosa risponde Harry, di fronte all'accorata richiesta di Her...