Passa ai contenuti principali

Harry Potter e il cristianesimo

 


Tempo fa, su facebook, ho condiviso questa riflessione a proposito di Harry Potter e i doni della morte, l'ultimo libro della saga. 

Dovevo rileggere per la terza volta Harry Potter e i doni della morte per cogliere non solo i riferimenti ai Vangeli e a S. Paolo, ma anche il rifiuto di Halloween e dell'esoterismo.

Sulle tombe di Godric's Hollow ci sono citazioni dei Vangeli e di S. Paolo. Hermione fa apparire una corona di elleboro che, soprattutto in Uk, è considerato il fiore di Gesù Bambino. Voldemort uccide i genitori la notte di Halloween e, prima di entrare in casa loro, si mostra a un bambino che urla terrorizzato (mentre solitamente i Babbani non lo vedono) e credo non sia un caso che la Rowling abbia messo proprio sulla tomba dei genitori di Harry la citazione " L'ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte" (1Cor, 15), mentre sulla tomba di Kendra Silente c'è la citazione "Dove si trova il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore" (Mt 16).

Il rifiuto dell'esoterismo si vede con il rifiuto dei doni della morte. Lovegood spiega il simbolo e dice che "si usa per rivelarsi agli altri credenti", una sorta di codice, come avviene nelle sette (il cristianesimo è esattamente il contrario dell'esoterismo, "Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce" - Mt5). Infatti i doni hanno a che fare con la morte, con il richiamare i defunti (occultismo) ecc... La forma del simbolo richiama la massoneria. Harry ne è attratto, ma decide alla fine di dire no.


Questo inoltre è l'unico libro in cui si sentono i Carols di Natale provenire da una chiesa, in cui ci sono appunto le citazioni del Nuovo Testamento, in cui è presente il culto dei morti senza magia (Harry seppellisce Dobby e dice di volerlo fare "come si deve, senza magia")e in cui è chiaro che Harry sceglie la luce - definitivamente - e non le tenebre, sottolineato anche dal fatto che, quando muore Voldemort per opera sua, "L'ardente sole nuovo incendiò la finestra".


A parte questo, è Harry Potter e i doni della morte è anche un libro che spiega anche alla perfezione i meccanismi dei totalitarismi.


Ora, visto che in tempi recenti Harry Potter mi è servito per parlare anche di AI, credo sia arrivato il momento di rileggere, per l'ennesima volta, la saga e provare a trovare quei riferimenti che possono illuminare la realtà odierna. Sono libri ricchi di simboli e, anche se il parallelismo sembra forzato, al pari di 1984 di Orwell, sembrano darci una chiave di lettura dei giorni che stiamo vivendo ora.


Commenti

Post popolari in questo blog

L'angolo di Don Camillo. Il rispetto (e la bandiera della signora Cristina)

  La signora Cristina , il "monumento nazionale" per dirla alla Guareschi, un giorno morì. Era il 1946. Lei, monarchica, diede, prima di spirare, disposizioni per il suo funerale: voleva la bandiera del re. Non quella della repubblica, ma quella del re perché "i re non si mandano via". E poco importa se c'era stato il referendum, la signora Cristina voleva che la sua bara fosse avvolta nella bandiera con lo stemma. "... Sulla cassa voglio la bandiera (...) La mia bandiera, con lo stemma (...) Dio ti benedica anche se sei bolscevico, ragazzo mio ", disse, rivolgendosi a Peppone. E poi chiuse gli occhi e non li riaperse più . Immaginiamo quale turbamento una simile richiesta potesse provocare in un sindaco comunista, che certo non poteva rispettare a cuor leggero una simile volontà. Chi ama Don Camillo sa benissimo quale fu la decisione di Peppone: Peppone accontentò la sua maestra.  Ma, a mio avviso, la grandezza di questo episodio non sta nel ...

Poesie al cioccolato

Oggi un post poetico e goloso. Stavo mangiando un pezzo di cioccolato fondente e ho pensato: quali poesie conosco che parlano di cioccolata? Me ne sono venute in mente tre, che vi propongo in ordine cronologico, dalla più recente alla più lontana.  La prima è una poesia di Alda Merini. La seconda è "Le golose" di Gozzano; non l'ho riportata integralmente, ma solo nelle parti in cui è citato il cioccolato con una punta di ironia verso d'Annunzio. Gozzano era solito frequentare il caffè Baratti e Milano di Torino e  proprio quel locale gli ha ispirato la poesia, pubblicata sulla Gazzetta del popolo il 28 luglio 1907.  Da ultimo, il celeberrimo risveglio del Giovin Signore dal Giorno di Parini, croce di tanti studenti di quarta liceo che si perdono tra i dolci fomenti e il natural calore v'arda temprato . E si lamentano, come si lamentano. Conoscete altre poesie sul cioccolato? La dolcezza del cuore viene da dolci bevande nere come la notte, bianche come il paradi...

L'angolo di Don Camillo: la Gisella. Come affrontare la realtà

 Scusate l'assenza di questi giorni, ma a volte il tempo scorre via  veloce, tra lavoro (chi insegna sa che queste sono le famigerate settimane dei recuperi! Mgliaia di verifiche da correggere!), famiglia e tante  cose da fare. Ma eccomi al venerdì, eccomi alla rubrica dedicata al mio amato Guareschi e al suo don Camillo. Dalla prossima settimana prenderò in considerazione altri libri del Mondo Piccolo ; oggi mi soffermerò ancora su Don Camillo, nella 30esima edizione Bur, pagina 230. Questo l'antefatto: la Gisella, fervente comunista del gruppo di Peppone, viene trovata legata e incappucciata con il sedere dipinto di rosso. Peppone interpreta questo gesto come una "sanguinosa offesa alla massa proletaria". Dichiara uno sciopero e vuole che tutto, al paese, si fermi. Compreso l'orologio della torre del campanile. Va quindi da Don Camillo e gli intima di far fermare l'orologio; anzi, dichiara che, se non lo fermerà il sacrestano, lo fermerà lui stesso...