Dopo Pirandello, anche la Rowling con Harry Potter mi ispira riflessioni su chat gpt e l'intelligenza artificiale in genere.
Chi mi conosce sa quanto amo Harry Potter; a breve inizierò con i miei studenti di prima liceo un percorso di lettura della saga per invogliarli almeno un po' alla lettura. Più si va avanti, e più sono i ragazzi che non leggono libri; vorrei provare ad avvicinarli al meraviglioso mondo di pagine e inchiostro.
Considerazioni su giovani e lettura a parte, c'è un passo di Harry Potter e la camera dei segreti che mi fa sempre pensare all'intelligenza artificiale.
Nel secondo volume della saga, Ginny Weasley apre la terribile camera dei segreti; Voldemort, tramite il diario di Tom Riddle, si insinua infatti nella sua mente e le fa fare ciò che vuole. Il diario di Tom Riddle si mostra come un banale taccuino di pagine bianche; chiunque scriva su quelle pagine, però, riceve una risposta. E così la piccola Ginny inizia a confidarsi con queste pagine che le rispondono e, via via, arrivano a ottenebrarle la mente.
Alla fine del romanzo, quando ormai la vicenda è conclusa e Harry ha salvato Ginny, troviamo questo scambio di battute: "Il suo d-diario!"singhiozzò Ginny. "Per tutto l'anno io ci ho scritto su i miei segreti e lui ha continuato a rispondermi".
"Ginny" Esclamò il signor Weasley esterrefatto. "Ma allora io non ti ho insegnato proprio niente? Che cosa ti ho sempre detto? Non ti fidare mai di niente che pensi da solo se non riesci a capire dove ha il cervello. Perché non hai mostrato il diario a me o a tua madre? Un oggetto tanto sospetto era chiaro che fosse strapieno di magia nera!"
Non è forse quello che succede con l'intelligenza artificiale, specie se consultata per intrattenimento o, peggio, utilizzata come terapeuta al posto di una persona in carne ed ossa?
Non ti fidare mai di niente che pensi da solo se non riesci a capire dove ha il cervello.
Sulle implicazioni etiche dell'IA, consiglio di ascoltare qualche intervista di Padre Paolo Benanti, uno dei massimi esperti di intelligenza artificiale in Italia.
Non è detto che tutto ciò che è nuovo sia sempre buono. Non è detto che ogni strumento, per quanto utile, sia neutro. Specie quando questo strumento è messo nelle mani di ragazzini che ancora non hanno neppure capito come funziona la loro intelligenza (naturale).

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