Un amico è qualcuno che ti conosce molto bene e, nonostante questo, continua a frequentarti
(attribuito a Oscar Wilde)
Ho perso il conto delle volte in cui mi sono imbattuta in questo aforisma, ma ho trovato il bigliettino nei Baci Perugina e l'ho preso per un segno.
Tanto più che oggi ero a pranzo con una delle mie amiche, quelle vere. Quelle con cui in un'ora si riesce a piangere dalla commozione e poi a ridere come neanche le adolescenti.
Ho pensato: amicizia, che parola abusata.
Già dall'asilo ti presentano i compagni di classe come amici. Cresci con l'idea di avere tanti amici. E invece i più sono conoscenti.
Magari conoscenti simpatici, con cui passare un buon tempo, una bella cena, un pomeriggio, una gita.
Ma l'amico è altro. È un dono di cui avere cura. Amico è quello che c'è.
C'è quando hai davvero bisogno e trova il tempo anche se non ce l'ha.
C'è quando ti è capitata una cosa bellissima, e gioisce con te.
C'è quando non vedi il bello della tua vita e te lo ricorda con un bello scossone. Sveglia, sveglia.
C'è quando stai sprofondando nelle tue lagne e ti fa scompisciare dal ridere al momento giusto, come se la risata in quel momento fosse il modo per rimettere i pezzi a posto. E spesso lo è.
C'è quando non hai neanche voglia di parlare, ma ti capisce e allora sta zitto con te.
Ti conosce, appunto, e ti frequenta nonostante tutto e vuole il tuo bene
Penso che nessun’altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l’immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità;
appunto perché amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.
(P.S. Ai signori dei Baci Perugina: se mi fate trovare nel cioccolatino il qrcode al posto dell'aforisma, giuro che faccio una protesta formale. Non azzardatevi)
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