Proseguendo con le Storie dell'esilio e del ritorno, incontriamo l'episodio IX, intitolato Ognuno al suo posto.
Don Camillo è tornato dalla montagna, ma al paese ci sono guai seri: il Po ha tracimato e la gente sta cercando di mettere in salvo la pelle e le poche cose che si riescono a sottrarre alla furia dell'acqua. Tutti vanno via, ma don Camillo resta. Come ha detto infatti a Peppone "La guardia muore, ma non si arrende". E anche se Peppone, che si era offerto di portarlo via con la barca, lo manda all'inferno, in realtà sapendo che don Camillo rimaneva là gli pareva che il paese fosse molto meno allagato.
Nell'episodio Ognuno al suo posto, si narra dei figli e delle nuore del vecchio Maroli che vogliono portare via il vecchio invalido da casa sua, una casa che rischia di finire sotto l'acqua come tante altre. Ma il vecchio non vuole. I figli cercano di portarlo via con la violenza, lui si dispera, e implora colei che, in quella stanza, ha gli occhi diversi da tutti gli altri. Si tratta di Rosa, nipote dodicenne, orfana di padre e madre, che, per salvare il nonno dalla violenza dei suoi stessi figli, punta la doppietta carica contro di loro. Gli zii, le zie e i cugini a quel punto cedono. E decidono di andarsene.
La Rosa è "la pazza", così la definiscono. Anzi, visto che al vecchio viene concesso di restare in casa sua, una delle zie cerca di convincere la ragazza a seguirli, visto il pericolo dell'alluvione. Ma la risposta è no. La donna aveva tentato, dice Guareschi, il tiro mancino. Di fronte al diniego, il maggiore dei figli, una volta giunto all'argine sbotta: "Passerà anche questa. Però quando torniamo mettiamo tutto a posto una volta per sempre. Lui all'ospedale e lei in manicomio." Il fratello approvò: "Stavolta non la scappano".
Nonno e nipote sanno cosa fare. Si chiudono in casa. Il nonno ha paura per la sorte della nipote, l'acqua sta arrivando. Ma non la costringe a fare nulla. Anzi, le dice di dormire, perché lui rimarrà sveglio a controllare che non ci siano pericoli. Passa sempre Peppone con la barca in cerca di qualcuno da mettere in salvo, ma quando chiama, nessuno risponde.
Quando, dopo poco, il nonno si aggrava, chiede alla ragazza di andare a chiamare il prete. Quando don Camillo, sentendosi chiamare, si accorge che nell'acqua, dentro una bigoncia, c'è la ragazzina, per prima cosa si affretta a metterla in salvo sul suo Bucintoro, ovvero l'imbarcazione di fortuna che don Camillo si era costruito con un pigiatoio e quattro fusti vuoti. Poi le chiede: "Sei rimasta e non hai avuto paura?".
"No: c'era il nonno. E poi si vedeva la luce in casa vostra e poi si sentiva la campana".
Taccio il resto del racconto, così non vi tolgo il gusto di leggerlo, nel caso qualcuno desiderasse farlo.
Ma soffermiamoci sulla risposta di Rosa: "No: c'era il nonno. E poi si vedeva la luce in casa vostra e poi si sentiva la campana".
Perché non ha avuto paura? Perché c'era il nonno e il nonno credeva in lei, le voleva un bene sincero che lei contraccambiava. Il nonno sapeva che non era pazza, ma aveva un problema alla scatola cranica che poteva essere risolto con un'operazione costosa: lui voleva farla operare, ma gli zii non volevano spendere soldi per la "pazza". Grazie all'amore del nonno, Rosa si fida anche di se stessa, perché capisce che non deve cedere al tiro mancino della zia. Nonostante il pericolo, Rosa sa che le cose andranno bene e che non deve avere paura. E poi si vedeva la luce di casa vostra e poi si sentiva la campana.
Il nonno, la luce, la campana. Le tre virtù teologali, fede, speranza e carità. Il nonno, la certezza di un familiare che le voleva bene davvero e che lei ama e difende con tutte le sue forze. Nonno e nipote, l'amore, la carità. La luce: Don Camillo è rimasto e la luce di casa sua è la speranza. Rosa non si dispera appunto perché la luce di don Camillo accende in lei la speranza. E poi si sentiva la campana. La fede.
E Rosa a Lui si affida.
Bellissimo racconto. Grazie 💗
RispondiEliminaGrazie a te!
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