La prima settimana di scuola è terminata.
Ogni anno, sempre la stessa emozione, uguale, eppure nuova.
Nuovi volti, nuove storie e nuove sfide.
La gioia di leggere e spiegare gli autori del mio cuore.
Lo studio della storia, quello serio.
Però. La prima settimana di scuola è terminata ed è già arrivata la prima notizia di cronaca nera: tredicenne accoltella l'insegnante.
Sui social, commenti contro la docente rea di essere di destra e, quindi, un po' se l'è cercata dai.
E la docente, ancora sotto choc, si dichiara certamente pronta al perdono immediato, che sarà mai.
Non siamo più capaci di considerare i fatti per quello che sono, senza ridurli a pretesti di partigianeria politica.
Non siamo più capaci di chiamare la violenza con il suo nome e facciamo i distinguo sulla gravità di ciò che accade in base a quanto ci sta simpatica la vittima.
Un po' come quando si fanno i corsi sul bullismo e alla fine rimane la sensazione che il bullizzato se l'è sempre un po' cercata mentre il bullo va aiutato, poverino soffre.
In nome di un becero buonismo, noi docenti ci esponiamo a pericoli mortali e esponiamo allo stesso pericolo anche quegli studenti - e sono tanti - che vanno a scuola con l'intento di studiare e che mai si sognerebbero di accoltellare l'insegnante. Ricordiamo che oggi il tredicenne ha accoltellato la docente, domani potrebbe accoltellare il compagno di banco. Ma anche in quel caso, sarebbe colpa dell'insegnante che non ha vigilato.
E allora come pensiamo di fare? Pensiamo di proporre un bel corso di empatia e di sessuo affettività, che è la panacea per tutti i mali?
Oppure ricominciamo a fare gli adulti e torniamo svolgere il compito di educare, di far conoscere il peso delle azioni (ti posso anche perdonare, ma ci vuole tempo e comunque la giustizia farà il suo corso) e di pretendere che la scuola non sia un luogo di criminalità, ma un posto sicuro dove crescere assumendosi le proprie responsabilità?
Quali altri luoghi di lavoro conoscete in cui i lavoratori sono a rischio di omicidio e si fa finta di niente, si minimizza, si simpatizza con chi delinque e si ricorre a un perdono di facciata perché non si ha il coraggio di dire le cose come stanno?

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