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Settembre & speranze

 


Questa è LA settimana. La settimana del ritorno a scuola, delle levatacce, dei treni alle 6.29 del mattino per il figlio liceale, delle classi nuove oddio come saranno, di quella sensazione che mi accompagna da quando ho iniziato questo lavoro e cioè "mi sembra di aver dimenticato qualcosa". Il mi sembra di aver dimenticato qualcosa è una costante dei giorni precedenti l'inizio delle lezioni e il primo giorno di scuola per i ragazzi. Avrò dimenticato un modulo, un foglio, un libro, una prova d'ingresso, un documento, una tessera fotocopie, un quaderno... Ci sarà pur qualcosa che non ha trovato la sua collocazione nel luogo giusto al momento giusto. 

Poi, dal giorno due, mi assesto. Funziono così, ormai lo so. 

Settembre per qualcuno è un mese difficile. Le vacanze passate, il ritorno a una routine talvolta non amata, forse non compresa perché non pienamente scelta. O, anche nella scelta, la difficoltà di trovare, anno dopo anno, la motivazione. Ce ne parla Pirandello nella sua poesia Settembre, del 1910. Le speranze talvolta sembrano destinate ad andarsene, come fanno le rondini. Viene spontaneo chiedersi se mai torneranno. Bisogna allenare il cuore a questo: le vaghe rondini torneranno con i rai del mio Sole; torneranno cioè se si manterrà il cuore aperto e disponibile alla vita, nonostante gli inevitabili momenti di sconforto. 

SETTEMBRE, di Luigi Pirandello

Le speranze se ne vanno
come rondini a fin d ’anno:
torneranno?
Nel mio cor vedovi e fidi
stanno ancora appesi i nidi
che di gridi
già sonaron brevi e gai:
vaghe rondini, se mai
con i rai
del mio Sole tornerete,
le casucce vostre liete
troverete.

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